SBOCCIATA



A Angela Maria
e a Laura che ama le rose…


Sbocciata,
in selvatica raggiera di rovi,
è unigenita rosa.
Viluppi bruniti,
con premura di madre,
cullano l’incarnato
di latte screziato
della figlia prediletta.
Con paterno possesso
rami fronzuti
fan doni d’ombrosa quiete
all’inatteso frutto
del ventre, ormai secco,
del remoto roveto.
Spade spinose,
in perenne alzata,
difendono da alati invasori
il roseo cuore svelato
in sfavillio d’oro
e riflessi di abito talare.
Traditore avanza,
in tardiva battaglia,
messere gelo
con algida sfrontata armata.
China il capo
la bimba boschiva,
in breve profumata agonia .
Piange lacrime di brina,
l’orfano rovo,
su promessa di beltà
ingannata.


Marina Pratici