NOTTE DEI CRISTALLI



(9 Novembre 1938)


Frullio di sole in piega di persiane,
solfeggi di polvere su per le strette scale…

Cadono i cristalli
in stridore di stelle infrante
di notte che insanguina la storia,
firmamento di pregiudizi arcani,
paradigma di supremo gene,
sinfonia in crescendo
di incubata follia,
discendenza cancellata
da dottrina in delirio di idolatria,
come nota dissonante in armonia
sfuggita di mano.
Sono vecchi in un’ora
gli occhi di filo spinato
dei bambini del campo della Morte,
coriandoli di cenere su volto
di Madre in assolo di preghiera.
Tatua l’uomo suo fratello
l’anima involve in fumo
e ancora rimbalza,
da Kisinev a Gaza,
l’eterno abiuro
< Ecce Homo >

…arriva la notte, vestita di indifferenza.
Borbotta, disturbata, la polvere
giù per le strette scale.
Incateno al muro riflessi
di orrori antichi in giorni nuovi
e, anche oggi, chiudo le persiane.

Fin dove arriva il mio perdono ?


Marina Pratici