MALIARDA



a M.
un po’ Morgana,
un po’ Dona Flor…


Ha un nome il nemico
che mi cresce dentro.
Un nome che strozza
che genera lamento.
Mi regala lacrime e grida
in scrigni di dolore
imbavaglia il mio corpo,
lo avvolge, lo accerchia,
in attacchi a tenaglia.
Combatto con spade di carta
e elmi di cartone
il nemico che ride
cantando vittoria.
La notte mi dorme accanto,
invade i miei sogni
come lago ghiacciato
e graffio di pantera.
Tiene nella mano
il filo del mio aquilone,
mi illude, mi lascia librare,
e poi mi schianta
in cenere polverosa.
Mi concede l’oblio
con aghi d’argento
poi torna, più forte,
con ruggito di leone.
Se imploro tempo
mi bacia,
suadente traditore,
intasca trenta denari
mi avvolge in sudari
e promette nuovi calvari.
E scava,
come talpa ostinata,
buche nel profondo
del mio cuore.



Marina Pratici