Associazione Culturale "Il Faro" per la rivalutazione dei dialetti d'Italia" |
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2
° Concorso Nazionale
Sinfonia Dialettale
Menzione Speciale
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Remo Pretini - Como
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Non presente alla Premiazione
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Fora di strasc ! L'alter di u'vist un bagaj, spetascià là, cuntra ul guard rail, l'era fermo, immobile, smort, l'era praticamente gia bel è mort! Tuta la gent la fava innanz e indrè, ga bufavan adoss,al tiravan per i pè, ma quei giuvinet, l'era sempar lì, come in del so let, sa fa per dì. Gent che vusava, l'è mort, l'è stecchì, fora da co, che sa strapa i cavej, vusavan :"Quatatel, povero figliolo!", "Metevac in co un bianco lenzuolo". Ma quale lenzuolo, ma che strepa i cavej, certi rop bisogna propri vedej, anca se l'è mort un pover bagaj. Bisogna vardà, drizz in di occ, quel che par ul mund al par vesic pu, quella che la branca bianc, negar, ricc e puveritt, alti e curt, l'è le, la mort. Capì che l'è lì che andarem un bel dì, disi bel dì, ma sunt minga matt, disi un bel dì ma senza vess esitante, duvria dì ora, adess, in questo istante. Sa mor tuc i di, sa mor ad ogni respiro, ga sa fa mia trop caso, ma a stac mia attenti,la mort ma la fa da sota il naso! Eh già, vess furbi, Sempar in guardia, Cred no che la mort la ciapa tucc cos, Perché l'anima la sarà sempar mia, ed a le ga lasi dumò i me oss! Fuori di me ! L'altro giorno ho visto un ragazzo, Sbattuto là, contro il guard rail Ero fermo, immobile, pallido, Era praticamente gia morto! Tutta la gente correva avanti e indietro, Gli soffiavano addosso, lo tiravano per i piedi, Ma quel giovanotto, era sempre lì, Come nel suo letto, si fa per dire. Gente che urlava, è morto, è stecchito, Fuori di testa, che si strappa i capelli, Urlavano: "Copritelo povero figliolo!", "Mettetegli in testa un lenzuolo bianco". Ma quale lenzuolo, Ma che strapparsi i capelli, Certe cose bisogna proprio vederle, Anche se è morto un povero ragazzo. Bisogna guardare, diritto negli occhi, Quello che per il mondo sembra non esserci più, Quella che prende bianchi, neri, ricchi e poveretti, alti e bassi, E' lei, la morte. Capire che è li che andremo un bel giorno, Dico bel giorno, ma non sono mica matto, Dico un bel giorno, ma senza esitare, Dovrei dire ora, adesso, in questo istante. Si muore tutti i giorni, Si muore ad ogni respiro, Non ci si fa troppo caso, Ma a non starci attenti, la morte ce la fa sotto il naso! Eh già, essere furbi, Sempre in guardia, Non credere che la morte si prende tutto, Perché l'anima sarà sempre mia, ed a lei lascio solo le mie ossa! |