RESISTENZA PARTE III



Come te dicevo, ar Quadraro operavano li troschisti de Bandiera Rossa. Ar Quadraro er Gobbo. C'aveva un volto d'angelo. Nun da retta a tutte le chiacchiere che gireno. Era 'n eroe e j'hanno sputato sulla tomba. L'hanno usato poi l'hanno buttato come 'na ciavatta vecchia. Senza de lui, che se rubava li sacchi de farina a li tedeschi interi quartieri se sarebbero morti de fame.
A Centocelle c'erano l'anarchici della Sacco e Vanzetti. E noi. Dicevamo d'essè de Giustizia e Libertà. Però chi ne sapeva niente del Partito D'Azione. Era tanto pe' dasse 'n etichetta. Era il 21 gennaio. Tonino, 'n operario alla Breda, quello che aveva rimediato la mitrajiatrice, ce venne incontro. C'aveva du' mani che pareveno palanche.
" Regà, tra du' giorni l'insurrezione"
"Che ?"
" L'americani so' vicini. E poi c'arivano li rinforzi dai GAP. Viene 'no squadrone speciale, addestrato da Stalin in persona, che li fascisti l'ammazza a mozzichi "
" Io preferirei ammazzalli a fucilate. Armeno 'namo sur sicuro"
Er 23 arrivarono ,sti rinforzi. Scesero dar trenino, a Piazza de Mirti. Era 'n pischello. Paoletto. Vidi'n faccia Tonino. Era troppo abbacchiato. Sarebbe stato crudele faje battutacce. Li salutammo. La prima cosa che volle fa, era 'n comizio. Me 'ncazzai. Co' tutti li problemi, dovevamo perdè tempo a chiacchierà. Poi erano quasi le cinque. Scattava er coprifoco. E 'c'era rischio de finì ar gabbio.
Ma era ostinato. Cominciò a parlà. Piazza de Mirti se riempì de capocce. Donne. Bambini. Tutti curiosi. C'era pure qualche crucco. Li guardai. Mo ce fanno neri. 'Nvece o nun conosceveno bene l'Italiano. O nun volevano avè problemi. Ce guardarono 'n faccia. Ce salutarono. E ce chiesero 'ndo stava 'na bona osteria.
Paoletto era propri bravo co' le parole. Ce fu un entusiasmo 'ncredibile. Li regazzini je annavano'ncontro. Je chiedevano che dovevano fa' pe' iscrivese alla banda. Righetto, che nun so' come, aveva rimediato du 'barattoli de vernice rossa, cominciò a scrive' Giustizia e Libertà sui muri. Cominciò dar palazzo 'ndò adesso ce sta la Coin.
" Te lo dicevo che era 'na svolta"
" A Toni', li carrarmati se fermeno co' le bombe, no co' le parole"
All'improvviso arrivarono li questurini. Er capoccia, ce disse:
" Ma che state a fa' ?"
" La Rivoluzione" je rispose Paoletto.
" Fatela a casaccia vostra, che ce 'sta er coprifoco"
Paoletto je 'mbrutti. Io, Tonino e Righetto ce mettemmo 'n mezzo e lo portammo all'osteria del polledraro. Je spiegammo la situazione.
" Vabbè, ammesso e nun concesso che arrivano l'americani, c'è er problema che li tedeschi stanno già qua. E che io tengo famijia. Cioè hanno aperto 'na prigione a via Tasso, vicino San Giovanni. Loro e qull'infame de Koch. Hanno preso tanti carabbinieri e li stanno a sonà come arcaccie. E nun vojo fa' la stessa finaccia"
Che fregnacciaro, pensai. Chi li tocca a li carabbinieri. E proprio vero che nun c'avevo capito niente. Tra 'na fojetta e l'altre, trovammo 'n accordo. Quando noi ce volevamo radunà e fa caciara 'n pubblico, je lo dicevamo er giorno prima, che lui nun se sarebbe fatto vede'. L'artre volte avrebbe fatto er solito pattugliamento
E così cominciò la prima parte dell'insurrezione de Centocelle. Li gappisti, co' quarcheduno dei nostri, partivano la mattina e tornavano la sera. Facevano quarche attentato. Anche perchè un paio de settimane prima, quelli der Gap avevano freddato un ufficialone tedesco dalle parti de Via Veneto. E quell'ufficialone c'aveva dietro la piantina de tutte le centrali elettrice e telefoniche usate dall'esercito suo.
E noi le facevamo saltà 'n aria. Io me dedicavo a problemi concreti. Per prima cosa le armi. Nun da retta a Righetto. C'erano. Quando ce fu la battaglia a Ostiense e fu una cosa seria, no' la buffonata che ve fanno crede a scola, se combattè sino al giorno dopo, benchè li generali non aspettavano artra occasione pe' arrendese, erano state date armi alla popolazione. Ma certi fucilacci. Erano vecchi pure ai tempi della presa de Porta Pia.
Ce servivano armi moderne. Alcune ce le diedero i monarchici. Quelli de Montezemolo. Dovrebbe essè er nonno der capoccia della Fiat. Che eroe che era. Fu er primo aviatore italiano. Partì co' n trabiccolo qua a Centocelle. Qui c'erano tutte macchie e cinghiali. E D'Annunzio li cacciava. Da qualche parte dovrei avè quarche cambiale sua.
Comunque a quei tempi comandava una parte della Resistenza. Fu tradito, nun se sa da chi. Fu torturato pe' mesi. E nun parlò. E fu ammazzato alle Ardeatine. Je dovrebbero fa' 'n monumento. A Piazza San Felice. Proprio accanto alla Statua de Padre Pio. Ma a quanto pare se lo scordato. O nun je ne frega niente a nissuno.
Montezemolo ce passava le armi. Tramite 'na ragazza. Daniela se chiamava. 'Na moretta fine ed educata. E poi ce le davano l'americano. Ce pensava Steve. Alto. Biondo. Parlava italiano e tedesco. Ancora nun ho capito come riuscisse a fa' arriva i carichi a Roma. Forse li paracadutavano.
E poi bisognava imparalle ad usà. Ma ce voleva poco. Nun eravamo 'mbranati come voi. 'Na minima esperienza cor moschetto ce l'avevamo. E poi 'na mano ce la davano i prigionieri de guerra che erano riusciti a scappà. Inglesi. Fortuna che c'era er vecchio Guadagno che lo biascicava, altrimenti chi li capiva.
Poi c'era Joseph. Era senegalese. Veniva da Dakar. Studiava a Parigi. Durante 'na sparatoria ha salvato la vita a uno dei Gap. Ma è uscito alla scoperto. E 'n cecchino crucco l'ha freddato. Che bastarda la vita.
'Nfine servivano informazioni. I Gap erano fortunati. Loro c'avevano 'n parrucchiere che li teneva 'nformati de tutto. Tagliava i capelli a le mogli dei fascisti e de li capoccia tedeschi. Tonino nun se fidava, perchè diceva che quello nun sapeva distingue''n omo da 'na donna. Sarà stato pure vero, ma quer parucchiere c'aveva un coraggio da leone.
Però pure noi c'avevamo l'asso nella manica. Du' sorelle. Ciociare. Sfollate. Poracce, erano state ammarocchinate. Venute a Roma, pe' campà s'erano messe a fa' er mestiere più antico der monno. Se facevano chiamè Gioia e Gaia. Ma quanto erano belle. Righetto finita la guerra, le continuava a frequentà. Fori dal lavoro se intende. Ma ci avrà pure fatto 'n pensierino. Erano brave ragazze. Poi ha 'ncontrato quella sarapica della moje.
Ner bordello loro, ci andavano ufficiali tedeschi. E in certi casi l'ommini chiacchierano pure de più de le donne.
Passò 'n mese.. Righetto me chiamò
" Li Gappisti se so' dati "
" Lo so"
" L'americani se so' persi"
" Già"
" E mo ?"
" E mo' so' cazzi amari"


Alessio Brugnoli