RESISTENZA PARTE I



Era 'n sabato. Stavamo alla Stazione de Centocelle era a Piazza de Mirti. Er Trenino se faceva quer pezzo de via de Castani, poi ritornava dietro. Co' la bicicletta arrivò uno dei messi comunali. Cominciò a coprì li muri co' manifesti. Uno ogni metro. Erano l'ordini de li crucchi.
Proibivano questo, quest'altro e quest'altro ancora. E guai a te se nun obbedivi. Te fucilavano. Nun potevi comprà da magnà ar mercato nero, ma dovevi da usà soltanto la tessera annonaria. La tessera de la fame.
Nun potevi ascoltà Radio Londra o nasconne l'imboscati. Nun te dico possedè armi o violà er coprifuoco. Li leggevamo e stavamo muti. La strizza regnava. La mattina li tedeschi avevano fermato la circolare. E tutti quelli che stavano sopra l'avevano spediti ar Garigliano, a li lavori forzati.
Poi quello continuava imperterrito a attaccà. Er nonno de Fumo, me disse all'orecchio :
" Ma che se pensano che semo cecati. O che nun sapemo leggè "
Veramente qurcheduno de li nostro nun è che fosse 'n genio. Sapeva tenè 'n mano la canavina, mica la penna. Alla fine sorridevamo tutti. Cioè, 'n finale, pè campà dovevi comprà la robba alla borsa nera. Metà Roma campava nascosta dall'altra. E tutti lo sapeveno. Bene o male tutti ascoltavamo Radio Londra. E ad coprifuoco, chi je dava retta.
E uno de li nipoti de li Freghini, quelli de li camion a via Pisino, gridò:
" E che dovemo giocà alle belle statuine"
E tutti risero. Così cominciò la Resistenza a Centocelle


Alessio Brugnoli